Stella
Stella
Un volume aperto, disegnato in ottone
Stella può occupare una parte ampia della stanza lasciandosi attraversare dallo sguardo. I bracci sottili definiscono lo spazio fra le estremità, senza racchiuderlo in un grande paralume o in un corpo pieno. L’ottone diventa una rete di linee, conclusa dalle lampadine.
I lampadari radiali aprono i bracci da un corpo centrale e trasformano i portalampade ripetuti in una composizione più ampia sopra i mobili. Le applique raccolgono l’idea in un gruppo più concentrato di steli verticali; i modelli da tavolo portano invece la sorgente visibile sopra un sostegno sottile e una base. Questi cambiamenti di scala appartengono alla famiglia: le lampade più piccole non devono riprodurre le ramificazioni del lampadario per conservare il rapporto diretto fra ottone e lampadina.
Ghidini 1849 usa qui l’ottone per linee diritte, angoli e ramificazioni, invece che per foglie o rilievi ornamentali. La costruzione aperta dà alla sorgente un ruolo visivo in ogni versione. Un lampadario radiale diventa un volume grafico sopra gli arredi; un’applique o una lampada da tavolo avvicina gli stessi materiali in una forma più raccolta.
La lampadina conclude il braccio
La forma della lampadina conclude il braccio. Senza un paralume separato che la racchiuda, il suo contorno fa parte dell’aspetto della lampada. La forma della sorgente è quindi più di un dettaglio tecnico: partecipa all’equilibrio fra braccio sottile e conclusione più ampia.
L’aspetto di una lampadina esposta può cambiare il carattere dell’ottone sottile che la circonda. Il contorno e la superficie vanno quindi considerati insieme ai portalampade, invece di trattarli come particolari tecnici invisibili. Tra le nostre lampade contemporanee, Stella rende questo rapporto evidente nelle forme sospese, a parete e da tavolo. La nostra illuminazione da interno offre anche famiglie in cui tessuto o vetro danno alla sorgente una cornice diversa.